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Zelo Surrigone

ZELO SURRIGONE
BREVI CENNI STORICI

Zelo Surrigone e Vermezzo sono cittadine immerse nel verde del Parco Agricolo Sud Milano, a due passi del Parco Lombardo della Valle del Ticino che ne sfiora i confini.
Lo sviluppo della parte urbanizzata dei due territori e’ contiguo, tanto da venire a comporre quasi un’unita’ territoriale congiunta, un unico succedersi di case, rogge, spazi verdi che si dipana da nord a sud, seguendo il naturale scorrere dei numerosi corsi d’acqua che si allontanano sempre piu’ dal Naviglio.

ZELO SURRIGONE

Il nome Zelo ha origine dal latino Agellum, che significa campo coltivato. Si puo’ quindi supporre che le origini di Zelo siano di epoca romana, quando era consuetudine da parte degli imperatori donare in premio ai legionari terreni coltivabili.
Sulle ceneri del villaggio romano sorse poi un Castello cinto da mura e da fossato con una chiesetta dedicata a Santa Giuliana e poche case.
Fu nel secolo XIII che prese l’appellativo di Serugono, a ricordo d’una famiglia milanese che aveva molti possedimenti a Zelo.
Nell’epoca franca, Zelo fece parte del comitato di Milano: castello, luogo e fondo, furono posseduti da molte famiglie nobili milanesi.
Il suo territorio era formato da campi, prati, selve di castagneti, vigne con acqua, grazie anche all’antichissimo fontanile della Micschia che gia’ nell’XI secolo serpeggiava la Cascina Merina ed il suo mulino e allo scavo successivo delle rogge Longona e Sant’Ambrogio.
Nel 1483 il duca Gian Galeazzo Sforza vendeva il feudo al nobile Giacomo Biglia, maestro delle entrate ducali straordinarie e nei secoli successivi passo’ ai Varese di Rosate che lo cedettero allo spagnolo Giovanni Garcia dell’Hoyo.

Zelo Surrigone fa parte del Parco Agricolo Sud di Milano e la sua economia e’ ancora largamente fondata sull’agricoltura, soprattutto sulla coltivazione del riso e del mais. Molte le cascine disseminate sul territorio alcune delle quali conservano qua e la’ qualche ricordo delle antiche architetture e del lavoro dei contadini.

La piazza cosi’ come la vediamo oggi risale al 1926, quando l’allora proprietario del palazzo – Cav. Ronchi – costrui’ la cinta che delimita il giardino e cedette definitivamente al Comune di Zelo Surrigone la piazza prospiciente la Chiesa.

La chiesa piu’ antica di Zelo era dedicata a Santa Giuliana.
La chiesa fu piu’ volte rimaneggiata e nel 1897 don Oreste Brovelli, parroco di Zelo dal 1892, chiese di poter edificare al suo posto un “santuario dedicato alla Beata Vergine del Carmelo”.
L’attuale campanile risalirebbe al 1714, ma potrebbe anche essere piu’ antico ed osservandolo dall’interno si puo’ supporre che fu costruito in tre momenti diversi con differenti modi di edificare.
Fu oggetto di numerosi interventi di restauro con richieste di contributi ai parrocchiani che si divisero in fazioni pro e contro.

Palazzo Confalonieri-Semina sorge dove un tempo vi era il castello medioevale con le sue torri ed il fossato.
Dall’epoca franca il castello con tutto il suo feudo passo’ di mano a molti proprietari e nel XVII secolo si tramuto’ in palazzo nobile. Palazzo Semina, dal nome dei suoi ultimi proprietari non e’ aperto al pubblico. Il palazzo che ospita il Municipio, recentemente restaurato, fu acquistato dal Comune nel 1878 ed utilizzato come scuola e dal 1929 come uffici comunali.

L’oratorio di San Giuliano, che s’erge presso la roggia Longona in fondo a Via Vittorio Emanuele, fu fondata dai nobili Bernardo e Gabriele Sala nel 1418.
Nel XVII secolo il sacerdote Carlo Antonio Sala la dono’ all’Ospedale Maggiore di Milano e questi la vendette al Sig. Pasini di Vermezzo, con tutti i suoi possedimenti. Dalla seconda meta’ del ‘600 l’oratorio fu adibito a scuola.
Fu per interessamento del parroco di Zelo, che informo’ la Curia dello stato di abbandono della chiesetta, che l’oratorio torno’ ad essere aperto al culto pubblico, invitando i proprietari a “restituire la cappella allo scopo sacro”; per esaudire finalmente di nuovo la volonta’ dei fratelli Sala.
Dopo i restauri del 1979, oggi, grazie all’impegno di alcuni cittadini e all’interessamento della Sovrintendenza alle belle arti, la chiesetta e’ oggetto di un’attenta opera di recupero strutturale.

Tratto da “Mario Comincini”, Vermezzo, 1995


Foto presa dal sito
www.comune.zelosurrigone.mi.it